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Investire in obbligazioni

Investire in obbligazioni

Le obbligazioni sono gli strumenti di investimento più comuni e diffusi sui mercati finanziari. Benché si tratti di strumenti semplici la nascita negli ultimi anni di obbligazioni “ibride ha creato non poca confusione tra gli investitori.

Un investitore confuso è una facile preda! Proprio come chi si accinge a trascorre la notte di una foresta senza arma!

Per evitare che la tua “incoscienza finanziaria” ti renda vittima di sciacalli della finanza ti doterò di “conoscenza”. Uno strumento che ti aiuterà a combattere ad armi pari.

Cosa sono le obbligazioni?

Le obbligazioni sono altro che “pezzi di carta” (da qualche anno lo sono solo virtualmente in quanto non hanno più consistenza fisica) rappresentativi di una parte del prestito chiesto da una società (obbligazioni corporate o  corporate bond)da un ente pubblico (titoli di debito pubblico: BTP, BOT, CCT ecc. ecc.) per finanziarsi con i risparmi degli investitori.

Le obbligazioni, siano esse corporate bond o obbligazioni statali,  sono emesse, quindi, per reperire capitale da investire direttamente tra i risparmiatori e di norma a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle dei prestiti bancari.

Stai bene attento che anche le banche, esattamente come se si trattasse di un’impresa, possono emettere prestiti obbligazionari. In tal caso si parla di obbligazioni bancarie.

Chi acquista un’obbligazione compra parte del debito di una società (o di uno Stato) e ne diventa creditore. Per questo le obbligazioni vengono definite anche “titoli di credito”. Colui che le sottoscrive vanta di fatto un credito nei confronti dell’emittente.

Il valore “impresso” su ogni titolo di credito è conosciuto come valore nominale e rappresenta la porzione più piccola in cui è stato suddiviso il prestito. Ad esempio se una società emette obbligazioni il cui valore nominale di ognuna è pari a 1.000 euro, significa che non puoi sottoscrivere una quota di prestito inferiore a tale somma.

Sappi quindi che se acquisti un Titolo di Stato stai prestando dei soldi al Governo. Se, invece sottoscrivi un obbligazioni societarie (corporate bond) stai prestando i tuoi risparmi ad una società. Se investi in obbligazioni bancarie stai prestando soldi alla banca. Ti sembra stano che tu possa prestare soldi alla banca, vero?! Ma ti assicuro che è proprio così!

In teoria dunque, a meno di un default (cioè di un fallimento) della società o dello Stato di cui hai sottoscritto i titoli, riceverai gli interessi periodici previsti dal contratto (noti anche come cedole) e ad una data già nota  (scadenza), il capitale sottoscritto.

Si tratta, quindi, di strumenti finanziari la cui “garanzia” dipende dalla capacità dell’emittente di restituire a scadenza il capitale investito.

Esistono delle agenzie comunemente note come “agenzie di rating”- le più famose al mondo sono Standard & Poor’sMoody’s e Fitch – che valutano il grado di insolvenza degli emittenti (sia società che Stati) attribuendo ad ognuno di essi un giudizio che oltre ad aiutare gli investitori come te a comprende meglio il grado di rischio di quell’obbligazione, contribuiscono a determinare anche il tasso di interesse da riconoscere su singoli prestiti obbligazionari.

Gli emittenti percepiti a maggior rischio sono, infatti, “costretti” ad emettere un prestito obbligazionario ad un tasso di interesse più alto rispetto agli emittenti ritenuti più sicuri, i quali riescono a spiccare condizioni più vantaggiose.

Gli elementi salienti delle obbligazioni possono essere così riassunti:

  • valore nominale, ovvero  il  capitale inizialmente sottoscritto e risarcito alla scadenza (al netto degli interessi).
  • cedola o coupon, l’interesse periodico che l’emittente paga ai propri sottoscrittori.
  • scadenza,  indica la data alla quale viene riconsegnato all’obbligazionista il proprio capitale iniziale.
  • emittente, ossia la società o lo Stato che hanno emesso l’obbligazione indebitandosi sul mercato.

 Il prezzo di emissione delle obbligazioni

Un altro aspetto importante che devi assolutamente conoscere quando “maneggi” obbligazioni è il loro pezzo di emissione. Deve esserti chiaro che le obbligazioni possono essere emesse ad un prezzo differente rispetto a quello presente sul titolo di credito (valore nominale).

Un’obbligazione può infatti essere messa:

  • Alla pari: in questo caso il valore nominale coincide con il valore di emissione. Per esempio sottoscrivere un’obbligazione dal valore nominale di 1000 euro devi investire 1.000 euro.
  • Sotto la pari: prezzo di emissione è inferiore al valore nominale. In questo caso ad esempio pagherai 900 euro e alla scadenza riceverai 1.000 euro. La differenza di 100 euro (10%) rappresenta l’interesse percepito. Sono detti anche bond zero-coupon per via della mancanza di cedole. Esempi sono i titoli di Stato italiani come i BOT e i CTZ.
  • Sopra la pari: il prezzo di emissione è maggiore del valore nominale.

Il prezzo di mercato delle obbligazioni

Poiché le obbligazioni vengono scambiante sul mercato esse oltre ad avere un prezzo di emissione hanno anche un prezzo di mercato.

Esattamente come per il prezzo di emissione anche il valore di mercato può essere diverso da quello nominale. Esso sarà:

  • Alla pari: in questo caso il valore di mercato (es. 100) coincide con quello nominale (100)
  • A sconto: prezzo di mercato (es. 99) è inferiore al valore nominale (100)
  • A premio: il prezzo di mercato (es. 101) è maggiore del valore nominale (100)

Ricorda che sul mercato le obbligazioni sono quotate in percentuale del valore nominale che è fatto pari a 100.

Le tipologie di obbligazioni più diffuse

Prima di investire in obbligazioni devi sapere anche che esse possono essere:

  •  a cedola fissa: questo tipo assai diffuso di bond corrisponde un interesse fisso a scadenze stabilite.
  •  Indicizzate o a cedola variabile: pagano una cedola variabile che è legata  all’andamento di un indicatore come un listino azionario, un tasso d’interesse (es. Libor, Euribor), un cambio valutario ecc. ecc.
  • senza cedola o zero coupon: sono le emissioni sotto la pari. La differenza fra il capitale restituito e quello sottoscritto costituisce il rendimento del titolo.
  • convertibili: sono bond che in determinate condizioni si possono convertire in azioni dell’emittente

Se ciò che hai letto fino ad ora, per te che mastichi un pò di finanza, ritieni che non sia stato così utile, leggi l’ultimo paragrafo! Probabilmente hai sottoscritto un prodotto “trappola” e non ne sei consapevole!

Le obbligazioni strutturate: quello che devi sapere!

Negli ultimi anni vanno di “moda” alcune obbligazioni indicizzate particolarmente complesse frutto di ingegneria finanziaria conosciute come obbligazioni strutturate.

Generalmente vengono suddivise in due categorie principali:

  • le equity linked e le index linked: hanno cedole fisse, ma il loro rendimento complessivo è collegato all’andamento di un’azione o di un paniere di titoli.
  • le fixed reverse floater: sono obbligazioni generalmente  di lungo termine. Inizialmente pagano cedole fisse elevate. Successivamente la cedola diventa variabile ed è ancorata a un limite massimo.

 Le obbligazioni strutturate nel recente passato sono state vendute come strumenti innovativi capace di garantire rendimenti mediamente superiori alle obbligazioni più semplici.

In realtà le cose sono andate diversamente. Ed ancora una volta a rimetterci le piume sono stati i risparmiatori “inconsapevoli”.

Come vuoi vedere anche uno strumento finanziario apparentemente “innocuo” se non opportunamente maneggiato può far tanti danni al tuo tesorettoPer scongiurare tale pericolo ci sono solo due alternative:

  • diventare un esperto di finanza,
  • affidarti ad un consulente serio che non sia pagato dalle banche