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ETF: ti svelo un’arma vincente!

ETF: ti svelo un’arma vincente!

Gli ETF: come selezionare i migliori

Nel precedente articolo hai scoperto uno strumento, l’ETF, che non deve mancare nel tuo portafoglio! Per coprine tutti i vantaggi ti invito a rileggere l’articolo.

Oggi voglio che la tua curva del sapere faccia un ulteriore passo in avanti. Leggi questo articolo è avrai a disposizione un’arma fondamentale per selezionare i migliori ETF.

Gli ETF sono strumenti relativamente semplici, ma la selezione di quelli “più validi” non è un’operazione scontata.

Come selezionare un ETF: lo spread denaro-lettera

Uno dei primi aspetti da valutare quando selezioni un ETF è lo spread denaro-lettera. Non spaventarti se di questa frase non hai capito un “tubo”!

Scommettiamo che alla fine di questo post ti sarà tutto più chiaro?

Lo spread denaro – lettera non è altro che la differenza che esiste tra il prezzo di acquisto e ed il prezzo di vendita.

E’ importante conoscere la consistenza di tale differenza perché per te essa è un costo a tutti gli  effetti! I prezzi Lettera/Ask, ovvero quelli ai quali è possibile comprare un ETF, sono più alti dei prezzi Denaro/Bild, quelli a quali puoi vendere un ETF.

Questo significa che a parità di quotazione del titolo sul mercato, supponendo quindi costante il valore dell’ETF sul mercato, potresti incorrere in una perdita per il solo semplice fatto di averlo comparto ad un prezzo (Lettera) maggiore del prezzo (Denaro).

Non a caso in “Trend e Strategie di Investimento” Roberto seleziona con estrema attenzione i migliori ETF che realizzano altrettanti efficaci asset allocation per minimizzare i costi. A differenza delle banche che ‘remano contro’ noi stiamo dalla tua parte e selezioniamo per te gli strumenti migliori in cui investire.

In questo esempio volutamente “estremo”, ma non stroppo lontano dalla realtà, noteresti l’esistenza di un costo in quanto si tradurrebbe in una perdita! Ed un valore scritto in rosso con un bel segno meno davanti lo noteresti sicuro, fidati!!

E’ meno osservabile, invece, quando la quotazione dell’ETF sale. In questo caso infatti il costo dello spread si tradurrebbe in una riduzione dell’utile che difficilmente noteresti, specie se il plusvalenza è consistente.

Un ETF ad elevate performance non risolve il problema dello spread

In fase selettiva ricordati sempre di verificare l’ampiezza dello spread. Se è molto ampio considera seriamente la possibilità di rinunciare all’operazione. Specie se l’investimento è in un’ottica di breve. In questo caso è ragionevole ipotizzare una variazione minima della quotazione dell’ETF.

Ricorda sempre che al di là delle performance realizzate dallo strumento, i costi sono una componente sempre da considerare. Anche se minimi, nel medio-lungo termine possono erodere una quota significativa dei tuoi guadagni.

Non ti illudere quindi di raggirare il problema dello spread ricercando un ETF con un potenziale di crescita elevato. Anche perché i costi, se pur minimi sono certi, le performance future solo stimate (sperate) e ricorda che quelle passate non sono garanzia di quelle future!

Qualunque siano le performance passate dell’ETF, e specie se vuoi operare in un’ottica speculativa (che sconsiglio ai poco esperti), prima di entrare, ma anche quando pensi di uscire dal mercato considera lo spread medio di giornata e rapportalo a quello passato.

In casi particolari anche ETF con spread contenuti potrebbero allargassiSe non lo noti potresti uscire dal mercato ad un costo salato!

Chiaramente in questo ultimo caso, il motivo d’uscita non va trascurato. Se vendi perché temi crolli di mercato allora l’obiettivo principale è “limitare il danno”  e quindi accetterai anche un spread più alto del solito pur di preservare il capitale.